Florence Hotel Porta Faenza
Questione di stile
Un passeggiata di circa 2 km che si snoda attraverso strade note e meno note del centro fiorentino dove sarà possibile, tramite il racconto storico, avvertire i cambiamenti significativi negli stili architettonici dei principali edifici civili e religiosi della città .

Il vostro tour ha inizio da Via Faenza, chiamata in antichità "Via di Porta a Faenza", poichè cominciava da Via Nazionale e terminava presso la porta omonima
. Sia la porta che la via traggono il nome dal monastero delle monache vallombrosiane faentine. Proseguendo in direzione di Via Nazionale, potrete osservare sulla vostra sinistra un edificio che porta in alto una iscrizione: è l'antico Convento di Fuligno, divenuto successivamente un educatorio femminile.
Vi trovate davanti all'ingresso del famoso Cenacolo che vi consigliamo di visitare. Lo splendido affresco che rappresenta l'Ultima Cena
fu inizialmente attribuito a Raffaello, ma eseguito molto probabilmente da Pietro Perugino. Dopo aver ammirato questo gioiello della pittura quattrocentesca, proseguite per Via Faenza e, all'incrocio con Via Nazionale, svoltate a destra; giungerete così in Largo Alinari, di fronte alla stazione di Santa Maria Novella. Servitevi del sottopassaggio per attraversare Piazza della Stazione, ma prestando attenzione ad uscire dalla parte delle informazioni turistiche, sul lato destro della Basilica di Santa Maria Novella.
Immettetevi quindi in Via degli Avelli che riconoscerete dall'allineamento delle tombe marmoree dei nobili fiorentini ("avelli") che decorano la fiancata della Basilica stessa. Siete giunti in Piazza Santa Maria Novella caratterizzata dalla presenza della imponente Basilica
e del quattrocentesco porticato dell' ex Ospedale di San Paolo. I frati domenicani fondarono in questo luogo un oratorio che, ampliato in epoca successiva, costituì l'attuale chiesa con annesso il campanile. La facciata realizzata da Leon Battista Alberti nel 1470, fu rivestita di marmi bianchi e verdi su elegantissimi disegni geometrici. L'interno è uno scrigno di opere d'arte fra le quali la splendida Trinità di Masaccio e due magnifici Crocifissi: il primo dipinto su legno e attribuito a Giotto e il secondo scolpito dal Brunelleschi. Non mancate di visitare il Cappellone degli Spagnoli
la cui entrata si trova a sinistra della Basilica.
Qui Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici, era solita assistere alla messa accompagnata dal suo seguito di nobili spagnoli. La sala è tutta ricoperta di affreschi di Andrea di Bonaiuto, che rappresentano "il trionfo della sapienza". Dalla piazza dirigetevi in via delle Belle Donne e giungerete nel piccolo slargo della Croce del Trebbio ("trivio"), dominato da una colonna in granito con una piccola tettoia medievale contenente una croce in marmo a doppia immagine di Cristo. La colonna
fu eretta nel 1338 sopra un antico pozzo in ricordo della vittoria dei cavalieri di Santa Maria, contro gli eretici patarini. Proseguendo per Via del Trebbio sfocerete in Piazza degli Antinori dal nome del Palazzo
rinascimentale che qui ha sede e nel cui elegante cortile, contornato su tre lati da un porticato con arcate a tutto sesto e volte a crociera, sono stati collocati i plastici delle proprietà terriere della prestigiosa azienda vinicola Antinori.
Di fronte al palazzo ammirerete uno dei più rari e begli esempi di arte barocca a Firenze: la Chiesa di San Gaetano il cui interno, dai rivestimenti marmorei, è caratterizzato da bassorilievi, statue, stucchi ed affreschi tutti risalenti al XVII secolo
. Da Piazza degli Antinori iniziate a percorrere quella che è considerato il "salotto buono" dei fiorentini: Via Tornabuoni, chiamata un tempo " via degli belli sporti" per gli eleganti esercizi commerciali che già la caratterizzavano. Ancora oggi Via Tornabuoni
è nota, non solo per la presenza di importanti palazzi storici, ma anche per l'eleganza ed il prestigio dei numerosi design che la rendono famosa in tutto il mondo. A metà circa della strada si staglia l'imponente Palazzo Strozzi
, iniziato nel 1489 su disegno di Benedetto da Maiano, per volere del mercante Filippo Strozzi il Vecchio.
Sulla facciata esterna è ancora possibile vedere gli anelli, gli arpioni reggistendardi e le lumiere in ferro battuto, lavorati dai valentissimi maestri dell'epoca quali il Caparra. Entrando potrete ammirare il vasto cortile, opera del Cronaca dove si apre il Gabinetto scientifico letterario Gian Pietro Viesseux mentre le sale del piano superiore accolgono ogni anno numerose mostre. Continuate il vostro percorso in Via Tornabuoni, contornata da splendidi palazzi, e arriverete in Piazza Santa Trinita riconoscibile da lontano per la presenza della Colonna della Giustizia e del trecentesco Palazzo Spini Feroni
, un tempo sede del comune e oggi appartenente alla casa di moda Ferragamo
.
Il Museo omonimo che si trova all'interno dello storico palazzo, è dedicato alla storia dell'azienda fondata da Salvatore Ferragamo e alla produzione di calzature dal 1927 al 1960. Tra i pezzi più importanti, i decolleté in coccodrillo marrone di Marilyn Monroe, la famosa "zeppa" di sughero brevettata nel 1936 e i modelli realizzati in rafia, cellophane, carta da caramelle, fili di nylon. Di fronte alla colonna della giustizia si trova la Basilica di Santa Trìnita,
fondata a metà dell' XI secolo dai monaci vallombrosiani e ricostruita tra il 1250 e il 1258 in forme gotiche. Ma alla fine del Cinquecento la facciata fu rimaneggiata dal Buontalenti e furono collocate le sculture di Giovanni Caccini dando così all'opera la tipica impronta del sobrio stile barocco fiorentino.
All'interno si trovano la Cappella Strozzi, progettata da Lorenzo Ghiberti e da Filippo Brunelleschi e la Cappella Sassetti, capolavoro del Ghirlandaio che la affrescò fra il 1483 e il 1486. Dirigetevi adesso verso Ponte Santa Trinita
e svoltate a sinistra sul Lungarno Acciaiuoli. Soffermatevi ad ammirare l'elegante linea del ponte che, costruito nel 1252, rovinò più volte. Progettato nel 1557 da Bartolommeo Ammanati per ordine di Cosimo I, rimase in piedi fino all'agosto del 1944 quando fu minato dai tedeschi. Venne ricostruito dieci anni dopo usando i materiali recuperati in Arno fra cui le statue che si trovano sulla testa di ponte, rappresentanti le quattro stagioni, e ritrovando fortunatamente l'originale arcatura. Proseguite sul Lungarno Acciaiuoli ammirando la bella scenografia del Ponte Vecchio
le cui arcate sono sovrastate dalle botteghe degli orafi e dalle finestrelle del Corridoio vasariano.
La prima costruzione del Ponte risale all'epoca romana, ma poi fu più volte danneggiato dalle piene dell'Arno finchè non venne ricostruito, a tre valichi, nel 1345 su progetto attribuito a Taddeo Gaddi. Nel 1442, per isolare dai palazzi e dalle abitazioni del centro una attività maleodorante e scarsamente igienica, fu imposto ai macellai di riunirsi nelle botteghe sul Ponte Vecchio. Essi, divenuti in seguito proprietari delle botteghe e per ottenere più spazio, vi aggiunsero in modo disordinato delle stanzette aggettanti sul fiume, puntellandole con pali di legno. Ma nel 1565 l'architetto Vasari, per ordine di Cosimo I, costruì una sopraelevazione, il famoso Corridoio vasariano
, per collegare il centro politico e amministrativo di Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, la nuova residenza privata del granduca. Così le botteghe dei macellai furono sostituite con quelle, "economicamente più redditizie", degli orafi. Questa modifica fu comunque necessaria per dare dignità al luogo attraversato dalla potente dinastia de' Medici. Proseguite quindi sempre avanti e vi ritroverete in un piccolo slargo chiamato Piazza del Pesce, in origine Piazza dei Pescatori, luogo non lontano dall'antico porto fiorentino, dove si svolgeva il mercato ittico.
In passato l'Arno era un fiume ricco di pesce così come risulta dalla lettura degli antichi ricettari fiorentini in cui molti piatti erano proprio a base di pesce. Inoltratevi per Via dei Gerolami e svoltate a sinistra per Via dei Georgofili, un breve vicolo tristemente famoso per l'attentato di stampo mafioso del 27 Maggio 1993, contro l'Accademia dei Georgofili. La prestigiosa Istituzione fu fondata nel 1753 per promuovere, prima in Europa, gli studi sull' agricoltura. A ricordo della strage è stato posto un "Olivo della pace", con scritte di pace in molte lingue diverse. Svoltate quindi a sinistra per Via Lambertesca, una strada tracciata nell'alto medioevo ma che subì diversi mutamenti nel corso dei secoli specialmente a causa del bombe tedesche. Al N° 28 è ben visibile la storica Torre dei Gherardini, antico casato, proprietari in questa zona di parecchie case. Siete arrivati in Via Por Santa Maria, uno dei più antichi tracciati della città , in quanto costituiva il prolungamento del cardo romano corrispondente alle attuali Via Roma e Via Calimala. Proseguite a destra; quasi all'incrocio con via Vacchereccia, era collocata una delle porte delle antiche mura ("porta Santa Maria) che permetteva l'accesso dal Ponte Vecchio.
Proprio per questo motivo si era sviluppato in questo luogo un commercio fiorente che vide nel Medioevo il proliferare di case- torri e botteghe di artigiani. Anche questa strada fu seriamente danneggiata dai bombardamenti tedeschi e solo la Torre degli Amidei, che vedete sul lato sinistro della via, risalente all' alto medioevo, resistette, seppur in parte, allo scempio attuato nella zona. Sopra le porte sporgono due teste leonine in marmo bianco (delle quali solo una è originale e sembra che risalga addirittura all'epoca etrusca) da cui il nome "Torre dei Leoni". Svoltate adesso per Via Vacchereccia e arriverete in Piazza della Signoria, creata nella seconda metà del Duecento dal governo Guelfo sull'area occupata dalle case rase al suolo dell'odiata famiglia degli Uberti. Nel 1299 fu costruito Palazzo della Signoria
che venne successivamente ampliato con la costruzione del Salone dei Cinquecento, utilizzato per le riunioni del Consiglio Generale del Popolo e magnificamente affrescato dal Vasari.
Nel 1540, quando il palazzo divenne la sede del granduca Cosimo I, furono costruiti i Quartieri nuovi, affrescati dal Bronzino, dal Ghirlandaio e da altri autorevoli artisti dell'epoca. Quando il Granduca spostò la propria sede nel più prestigioso Palazzo Pitti, Palazzo della Signoria assunse il nome di Palazzo Vecchio. Dal 1872 vi ha sede il Comune di Firenze. La facciata, attribuita ad Arnolfo di Cambio, è dominata dalla asimmetrica torre. Alla destra del palazzo è collocata l'ariosa Loggia della Signoria
, risalente al periodo tra il 1372 e il 1382, che serviva per ospitare al coperto le numerose assemblee pubbliche popolari e le cerimonie ufficiali della Repubblica fiorentina. Fu successivamente chiamata loggia dei Lanzi, perché nel 1527 qui si accamparono i Lanzichenecchi di passaggio verso Roma. Dirigetevi adesso verso Via dei Calzaiuoli e scorgerete ben presto un edificio dalla originale forma quadrangolare che oggi costituisce la chiesa di Orsanmichele
. Un tempo qui esisteva un monastero femminile con vasti terreni ad orto e un oratorio, sostituito intorno alla metà dell' VII secolo, con una piccola chiesa dedicata a San Michele Arcangelo e chiamata poi San Michele in Orto (da cui deriva il nome di "Orsanmichele").
Nel 1240 alla chiesa fu sostituita una loggia destinata a mercato delle granaglie e sui pilastri esterni le corporazioni cittadine delle Arti fecero erigere 14 tabernacoli con statue dei santi patroni. Nel 1380 vennero chiuse le arcate del piano inferiore per ospitarvi un edificio di culto, nuovamente dedicato a San Michele che divenne successivamente sede della confraternita della Madonna di San Michele in Orto. Le sculture, per ragioni di conservazione, furono rimosse dall'esterno dell'edificio e sostituite da copie. Svoltando a sinistra per la piccola Via Orsanmichele, noterete che l'edificio è collegato all'attiguo Palazzo dell'Arte della Lana da un archetto, formando in tal modo uno scorcio pittoresco della città . Da via Orsanmichele raggiungete Via Calimala e, svoltando a destra, arriverete in Piazza della Repubblica, antico Foro romano e sede in epoca medievale del Mercato Vecchio della città . La Piazza
, "risanata" in seguito all'insediamento della capitale del Regno d'Italia a Firenze (dal 1865-1871), è contornata da caffè storici fra cui quello letterario delle Giubbe Rosse, luogo d'incontro di letterati ed artisti di grande fama e sede fìssa dei futuristi fiorentini. Attraversate la piazza e raggiungete un lungo porticato che costituisce "i Portici"
di Firenze, dalle decorazioni liberty. Incamminatevi a destra per Via Brunelleschi e svoltate a sinistra per Via del Campidoglio e proseguite ancora a destra per Via dei Vecchietti percorrendola fino ad arrivare in Piazza Santa Maria Maggiore, dominata dalla Chiesa omonima, nella cui torre campanaria è curiosamente murata una testa muliebre di epoca tardo romana, la cosiddetta Berta. Secondo una leggenda, la misteriosa scultura è la testa pietrificata di una donna che, avendo canzonato un condannato al suo passaggio, sarebbe stata colpita dalla maledizione di questi. Attraversate la larga Via dei Cerretani e procedendo in direzione del Duomo, imboccate a sinistra una piccola strada, Via dei Conti. Da qui sfocerete in Via Zanetti e, voltando sinistra, raggiungerete Piazza Madonna degli Aldobrandini dove si trova l'ingresso delle Cappelle Medicee ideate da Cosimo I, ma realizzate dal successore Ferdinando.
Il monumentale luogo di sepoltura della famiglia Medici fu sfarzosamente decorato con intarsi di pietre semipreziose, per opera dell'Opificio delle Pietre dure. Dalla piazza imboccate Via Faenza e proseguendo dritto, dopo l'incrocio con Via Nazionale, sarete giunti presso il vostro hotel.
Il vostro tour ha inizio da Via Faenza, chiamata in antichità "Via di Porta a Faenza", poichè cominciava da Via Nazionale e terminava presso la porta omonima
. Sia la porta che la via traggono il nome dal monastero delle monache vallombrosiane faentine. Proseguendo in direzione di Via Nazionale, potrete osservare sulla vostra sinistra un edificio che porta in alto una iscrizione: è l'antico Convento di Fuligno, divenuto successivamente un educatorio femminile. Vi trovate davanti all'ingresso del famoso Cenacolo che vi consigliamo di visitare. Lo splendido affresco che rappresenta l'Ultima Cena
fu inizialmente attribuito a Raffaello, ma eseguito molto probabilmente da Pietro Perugino. Dopo aver ammirato questo gioiello della pittura quattrocentesca, proseguite per Via Faenza e, all'incrocio con Via Nazionale, svoltate a destra; giungerete così in Largo Alinari, di fronte alla stazione di Santa Maria Novella. Servitevi del sottopassaggio per attraversare Piazza della Stazione, ma prestando attenzione ad uscire dalla parte delle informazioni turistiche, sul lato destro della Basilica di Santa Maria Novella. Immettetevi quindi in Via degli Avelli che riconoscerete dall'allineamento delle tombe marmoree dei nobili fiorentini ("avelli") che decorano la fiancata della Basilica stessa. Siete giunti in Piazza Santa Maria Novella caratterizzata dalla presenza della imponente Basilica
e del quattrocentesco porticato dell' ex Ospedale di San Paolo. I frati domenicani fondarono in questo luogo un oratorio che, ampliato in epoca successiva, costituì l'attuale chiesa con annesso il campanile. La facciata realizzata da Leon Battista Alberti nel 1470, fu rivestita di marmi bianchi e verdi su elegantissimi disegni geometrici. L'interno è uno scrigno di opere d'arte fra le quali la splendida Trinità di Masaccio e due magnifici Crocifissi: il primo dipinto su legno e attribuito a Giotto e il secondo scolpito dal Brunelleschi. Non mancate di visitare il Cappellone degli Spagnoli
la cui entrata si trova a sinistra della Basilica. Qui Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici, era solita assistere alla messa accompagnata dal suo seguito di nobili spagnoli. La sala è tutta ricoperta di affreschi di Andrea di Bonaiuto, che rappresentano "il trionfo della sapienza". Dalla piazza dirigetevi in via delle Belle Donne e giungerete nel piccolo slargo della Croce del Trebbio ("trivio"), dominato da una colonna in granito con una piccola tettoia medievale contenente una croce in marmo a doppia immagine di Cristo. La colonna
fu eretta nel 1338 sopra un antico pozzo in ricordo della vittoria dei cavalieri di Santa Maria, contro gli eretici patarini. Proseguendo per Via del Trebbio sfocerete in Piazza degli Antinori dal nome del Palazzo
rinascimentale che qui ha sede e nel cui elegante cortile, contornato su tre lati da un porticato con arcate a tutto sesto e volte a crociera, sono stati collocati i plastici delle proprietà terriere della prestigiosa azienda vinicola Antinori. Di fronte al palazzo ammirerete uno dei più rari e begli esempi di arte barocca a Firenze: la Chiesa di San Gaetano il cui interno, dai rivestimenti marmorei, è caratterizzato da bassorilievi, statue, stucchi ed affreschi tutti risalenti al XVII secolo
. Da Piazza degli Antinori iniziate a percorrere quella che è considerato il "salotto buono" dei fiorentini: Via Tornabuoni, chiamata un tempo " via degli belli sporti" per gli eleganti esercizi commerciali che già la caratterizzavano. Ancora oggi Via Tornabuoni
è nota, non solo per la presenza di importanti palazzi storici, ma anche per l'eleganza ed il prestigio dei numerosi design che la rendono famosa in tutto il mondo. A metà circa della strada si staglia l'imponente Palazzo Strozzi
, iniziato nel 1489 su disegno di Benedetto da Maiano, per volere del mercante Filippo Strozzi il Vecchio. Sulla facciata esterna è ancora possibile vedere gli anelli, gli arpioni reggistendardi e le lumiere in ferro battuto, lavorati dai valentissimi maestri dell'epoca quali il Caparra. Entrando potrete ammirare il vasto cortile, opera del Cronaca dove si apre il Gabinetto scientifico letterario Gian Pietro Viesseux mentre le sale del piano superiore accolgono ogni anno numerose mostre. Continuate il vostro percorso in Via Tornabuoni, contornata da splendidi palazzi, e arriverete in Piazza Santa Trinita riconoscibile da lontano per la presenza della Colonna della Giustizia e del trecentesco Palazzo Spini Feroni
, un tempo sede del comune e oggi appartenente alla casa di moda Ferragamo
. Il Museo omonimo che si trova all'interno dello storico palazzo, è dedicato alla storia dell'azienda fondata da Salvatore Ferragamo e alla produzione di calzature dal 1927 al 1960. Tra i pezzi più importanti, i decolleté in coccodrillo marrone di Marilyn Monroe, la famosa "zeppa" di sughero brevettata nel 1936 e i modelli realizzati in rafia, cellophane, carta da caramelle, fili di nylon. Di fronte alla colonna della giustizia si trova la Basilica di Santa Trìnita,
fondata a metà dell' XI secolo dai monaci vallombrosiani e ricostruita tra il 1250 e il 1258 in forme gotiche. Ma alla fine del Cinquecento la facciata fu rimaneggiata dal Buontalenti e furono collocate le sculture di Giovanni Caccini dando così all'opera la tipica impronta del sobrio stile barocco fiorentino. All'interno si trovano la Cappella Strozzi, progettata da Lorenzo Ghiberti e da Filippo Brunelleschi e la Cappella Sassetti, capolavoro del Ghirlandaio che la affrescò fra il 1483 e il 1486. Dirigetevi adesso verso Ponte Santa Trinita
e svoltate a sinistra sul Lungarno Acciaiuoli. Soffermatevi ad ammirare l'elegante linea del ponte che, costruito nel 1252, rovinò più volte. Progettato nel 1557 da Bartolommeo Ammanati per ordine di Cosimo I, rimase in piedi fino all'agosto del 1944 quando fu minato dai tedeschi. Venne ricostruito dieci anni dopo usando i materiali recuperati in Arno fra cui le statue che si trovano sulla testa di ponte, rappresentanti le quattro stagioni, e ritrovando fortunatamente l'originale arcatura. Proseguite sul Lungarno Acciaiuoli ammirando la bella scenografia del Ponte Vecchio
le cui arcate sono sovrastate dalle botteghe degli orafi e dalle finestrelle del Corridoio vasariano. La prima costruzione del Ponte risale all'epoca romana, ma poi fu più volte danneggiato dalle piene dell'Arno finchè non venne ricostruito, a tre valichi, nel 1345 su progetto attribuito a Taddeo Gaddi. Nel 1442, per isolare dai palazzi e dalle abitazioni del centro una attività maleodorante e scarsamente igienica, fu imposto ai macellai di riunirsi nelle botteghe sul Ponte Vecchio. Essi, divenuti in seguito proprietari delle botteghe e per ottenere più spazio, vi aggiunsero in modo disordinato delle stanzette aggettanti sul fiume, puntellandole con pali di legno. Ma nel 1565 l'architetto Vasari, per ordine di Cosimo I, costruì una sopraelevazione, il famoso Corridoio vasariano
, per collegare il centro politico e amministrativo di Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, la nuova residenza privata del granduca. Così le botteghe dei macellai furono sostituite con quelle, "economicamente più redditizie", degli orafi. Questa modifica fu comunque necessaria per dare dignità al luogo attraversato dalla potente dinastia de' Medici. Proseguite quindi sempre avanti e vi ritroverete in un piccolo slargo chiamato Piazza del Pesce, in origine Piazza dei Pescatori, luogo non lontano dall'antico porto fiorentino, dove si svolgeva il mercato ittico. In passato l'Arno era un fiume ricco di pesce così come risulta dalla lettura degli antichi ricettari fiorentini in cui molti piatti erano proprio a base di pesce. Inoltratevi per Via dei Gerolami e svoltate a sinistra per Via dei Georgofili, un breve vicolo tristemente famoso per l'attentato di stampo mafioso del 27 Maggio 1993, contro l'Accademia dei Georgofili. La prestigiosa Istituzione fu fondata nel 1753 per promuovere, prima in Europa, gli studi sull' agricoltura. A ricordo della strage è stato posto un "Olivo della pace", con scritte di pace in molte lingue diverse. Svoltate quindi a sinistra per Via Lambertesca, una strada tracciata nell'alto medioevo ma che subì diversi mutamenti nel corso dei secoli specialmente a causa del bombe tedesche. Al N° 28 è ben visibile la storica Torre dei Gherardini, antico casato, proprietari in questa zona di parecchie case. Siete arrivati in Via Por Santa Maria, uno dei più antichi tracciati della città , in quanto costituiva il prolungamento del cardo romano corrispondente alle attuali Via Roma e Via Calimala. Proseguite a destra; quasi all'incrocio con via Vacchereccia, era collocata una delle porte delle antiche mura ("porta Santa Maria) che permetteva l'accesso dal Ponte Vecchio.
Proprio per questo motivo si era sviluppato in questo luogo un commercio fiorente che vide nel Medioevo il proliferare di case- torri e botteghe di artigiani. Anche questa strada fu seriamente danneggiata dai bombardamenti tedeschi e solo la Torre degli Amidei, che vedete sul lato sinistro della via, risalente all' alto medioevo, resistette, seppur in parte, allo scempio attuato nella zona. Sopra le porte sporgono due teste leonine in marmo bianco (delle quali solo una è originale e sembra che risalga addirittura all'epoca etrusca) da cui il nome "Torre dei Leoni". Svoltate adesso per Via Vacchereccia e arriverete in Piazza della Signoria, creata nella seconda metà del Duecento dal governo Guelfo sull'area occupata dalle case rase al suolo dell'odiata famiglia degli Uberti. Nel 1299 fu costruito Palazzo della Signoria
che venne successivamente ampliato con la costruzione del Salone dei Cinquecento, utilizzato per le riunioni del Consiglio Generale del Popolo e magnificamente affrescato dal Vasari. Nel 1540, quando il palazzo divenne la sede del granduca Cosimo I, furono costruiti i Quartieri nuovi, affrescati dal Bronzino, dal Ghirlandaio e da altri autorevoli artisti dell'epoca. Quando il Granduca spostò la propria sede nel più prestigioso Palazzo Pitti, Palazzo della Signoria assunse il nome di Palazzo Vecchio. Dal 1872 vi ha sede il Comune di Firenze. La facciata, attribuita ad Arnolfo di Cambio, è dominata dalla asimmetrica torre. Alla destra del palazzo è collocata l'ariosa Loggia della Signoria
, risalente al periodo tra il 1372 e il 1382, che serviva per ospitare al coperto le numerose assemblee pubbliche popolari e le cerimonie ufficiali della Repubblica fiorentina. Fu successivamente chiamata loggia dei Lanzi, perché nel 1527 qui si accamparono i Lanzichenecchi di passaggio verso Roma. Dirigetevi adesso verso Via dei Calzaiuoli e scorgerete ben presto un edificio dalla originale forma quadrangolare che oggi costituisce la chiesa di Orsanmichele
. Un tempo qui esisteva un monastero femminile con vasti terreni ad orto e un oratorio, sostituito intorno alla metà dell' VII secolo, con una piccola chiesa dedicata a San Michele Arcangelo e chiamata poi San Michele in Orto (da cui deriva il nome di "Orsanmichele"). Nel 1240 alla chiesa fu sostituita una loggia destinata a mercato delle granaglie e sui pilastri esterni le corporazioni cittadine delle Arti fecero erigere 14 tabernacoli con statue dei santi patroni. Nel 1380 vennero chiuse le arcate del piano inferiore per ospitarvi un edificio di culto, nuovamente dedicato a San Michele che divenne successivamente sede della confraternita della Madonna di San Michele in Orto. Le sculture, per ragioni di conservazione, furono rimosse dall'esterno dell'edificio e sostituite da copie. Svoltando a sinistra per la piccola Via Orsanmichele, noterete che l'edificio è collegato all'attiguo Palazzo dell'Arte della Lana da un archetto, formando in tal modo uno scorcio pittoresco della città . Da via Orsanmichele raggiungete Via Calimala e, svoltando a destra, arriverete in Piazza della Repubblica, antico Foro romano e sede in epoca medievale del Mercato Vecchio della città . La Piazza
, "risanata" in seguito all'insediamento della capitale del Regno d'Italia a Firenze (dal 1865-1871), è contornata da caffè storici fra cui quello letterario delle Giubbe Rosse, luogo d'incontro di letterati ed artisti di grande fama e sede fìssa dei futuristi fiorentini. Attraversate la piazza e raggiungete un lungo porticato che costituisce "i Portici"
di Firenze, dalle decorazioni liberty. Incamminatevi a destra per Via Brunelleschi e svoltate a sinistra per Via del Campidoglio e proseguite ancora a destra per Via dei Vecchietti percorrendola fino ad arrivare in Piazza Santa Maria Maggiore, dominata dalla Chiesa omonima, nella cui torre campanaria è curiosamente murata una testa muliebre di epoca tardo romana, la cosiddetta Berta. Secondo una leggenda, la misteriosa scultura è la testa pietrificata di una donna che, avendo canzonato un condannato al suo passaggio, sarebbe stata colpita dalla maledizione di questi. Attraversate la larga Via dei Cerretani e procedendo in direzione del Duomo, imboccate a sinistra una piccola strada, Via dei Conti. Da qui sfocerete in Via Zanetti e, voltando sinistra, raggiungerete Piazza Madonna degli Aldobrandini dove si trova l'ingresso delle Cappelle Medicee ideate da Cosimo I, ma realizzate dal successore Ferdinando. Il monumentale luogo di sepoltura della famiglia Medici fu sfarzosamente decorato con intarsi di pietre semipreziose, per opera dell'Opificio delle Pietre dure. Dalla piazza imboccate Via Faenza e proseguendo dritto, dopo l'incrocio con Via Nazionale, sarete giunti presso il vostro hotel.
















