Florence Hotel Porta Faenza
Il centro medioevale ed i quartieri medicei
Il percorso, di circa 3 km, vi farà conoscere i luoghi che videro la rapida ascesa della famiglia medicea ai tempi di Cosimo il Vecchio e l'apoteosi degli ultimi discendenti della dinastia, culminante nella maniera più grandiosa con la costruzione della Cappella dei Principi. Ma non mancherete di ammirare nel contempo la prestigiosa funzione che la città assunse fra Medioevo e Rinascimento attraverso la ricchezza architettonica degli edifici civili e religiosi dell'epoca precedente al dominio mediceo.

Uscendo dal vostro hotel a destra, immettetevi in Via Nazionale e voltando poi a sinistra arriverete in Piazza Indipendenza. In origine la piazza veniva chiamata Orti di Barbano per la presenza di spazi aperti coltivati. Fu progettata successivamente come piazza ed intitolata a Maria Antonia, seconda moglie del granduca Leopoldo. Quando il 27 Aprile del 1859 Firenze e la Toscana insorsero in favore dell'annessione al regno di Sardegna, i fiorentini si radunarono proprio qui e da allora questa piazza prese il nome di Piazza dell'Indipendenza
.
Imboccate adesso sulla destra, una larga strada che incrocia la piazza, chiamata Via XXVII Aprile (il giorno della famosa insurrezione) e proseguite per Via degli Arazzieri: arriverete in Piazza San Marco. La piazza abbellita nel 1873 da giardini e dalla statua del Generale Manfredo Fanti è dominata dalla imponente mole della Basilica di San Marco
, nata inizialmente come convento ed assegnata nel 1300 ai frati Domenicani. La chiesa, in stile gotico, dalla facciata neo-cinquecentesca, contiene diverse opere di pittori e scultori e un bel Crocifisso del Beato Angelico. Ponendosi al centro della piazza è possibile ammirare anche altri edifici come quello che si nota all'angolo con Via degli Arazzieri, chiamato Casino della Livia
, un piccolo palazzo con giardino che il Granduca Leopoldo aveva fatto costruire per la sua amante, la ballerina Livia Malfatti. Di fronte all'edificio, sull'altro lato della piazza, un porticato, facente parte dell'ex Ospedale di San Matteo
, delinea l'attuale Galleria dell'Accademia delle Belle Arti che, nata come sede dell'Associazione di San Luca nel 1330, si insediò nel 1784 nei grandi locali dell'antico Ospedale, per opera di Pietro Leopoldo. Proseguendo per Via Cesare Battisti si arriva in Piazza S.S.
Annunziata occupata dalla Basilica omonima. La chiesa custodisce un'immagine della Vergine ritenuta miracolosa, il cui viso fu dipinto, secondo la leggenda, da un angelo. In questo luogo si trovava in origine un piccolo oratorio fondato nel 1250 da sette giovani fiorentini della compagnia dei Servi di Maria ed, essendo diventato successivamente mèta di pellegrinaggi, fu ampliato insieme alla piazza antistante e dotato di due porticati laterali: la loggia del quattrocentesco Ospedale degli Innocenti
, del Brunelleschi e la cinquecentesca loggia dei Servi di Maria di Baccio d'Agnolo e di Antonio da Sangallo il Vecchio
. Negli ultimi decenni del secolo XVI fu aggiunto, davanti alla facciata della Basilica, il portico esterno, su finanziamento della famiglia Pucci il cui stemma, una "testa di moro", è presente sia nel pavimento che sui pilastri angolari
.
Al centro della piazza si erge la statua equestre di Ferdinando I
, granduca di Toscana, opera del Giambologna, mentre lateralmente sono state collocate due fontane in bronzo
di Pietro Tacca, realizzate nel 1629, capolavori della scultura manierista. Via dei Servi collega la piazza al centro della città ed è affiancata a destra dal Palazzo Budini Gattai (1563-1574) di Bartolomeo Ammannati e a sinistra da una palazzina settecentesca. Dal novembre 2006 è stata riaperta in Piazza Santissima Annunziata l'antica entrata del Museo Archeologico Nazionale di Firenze che contiene preziosi reperti romani ed etruschi. Imboccate quindi Via de' Servi e svoltando a sinistra per Via degli Alfani, passerete davanti all'Opificio delle Pietre dure, istituzione nata per volere di Ferdinando I de' Medici come manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure. Oggi è sede di una fra le più importanti scuole per l'attività di restauro sia dei materiali prodotti durante la sua plurisecolare storia che di quelli affini. Incrociate quindi Via Ricasoli dove si trova l'ingresso al Museo della Galleria dell'Accademia noto a tutto il mondo per la presenza del David di Michelangelo e di importanti opere d'arte. Se non volete entrare nel museo, proseguite diritto fino a Via Cavour. In questa strada, già chiamata Via Larga, si trova un magnifico palazzo, esempio di stile rinascimentale, il Palazzo Medici Riccardi
.
Fu fatto costruire da Cosimo il Vecchio quando lo sviluppo dei commerci e l'importanza che la famiglia dei Medici andava assumendo nella vita politica fiorentina resero necessario il suo avvicinamento a Firenze. Nel palazzo si trova la magnifica Cappella dei Magi, affrescata da Benozzo Gozzoli che in questa opera volle raffigurare le sembianze dei membri della famiglia Medici. Proseguite quindi diritto per Via de' Martelli ed arriverete in Piazza Duomo. Soffermatevi davanti al sagrato della chiesa e ammirate qui, nel cuore della città , i tre monumenti religiosi più significativi della Firenze medievale e quattrocentesca: la Basilica di Santa Maria del Fiore, il Campanile di Giotto e il Battistero. La Basilica di Santa Maria del Fiore
fu costruita sulle antiche fondamenta della Chiesa di Santa Reparata nel 1296, da Arnolfo di Cambio. I lavori durarono 160 anni e l'opera fu continuata da Giotto e poi da Francesco Talenti. La facciata rimase incompiuta fino al 1867, quando l'architetto De Fabris ebbe l'incarico di rivestirla di marmi pregiati. Nell'interno a tre navate, si trovano diverse opere del Quattrocento, dal famoso affresco "Dante con la Divina Commedia che illumina Firenze" di Domenico di Michelino che offre un'interessante immagine della concezione del cosmo nel Medioevo, ai ritratti dei capitani di ventura Giovanni Acuto di Paolo Uccello e Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno. Dalla seconda campata si accede ai resti della chiesa di Santa Reparata scoperti sotto il pavimento del Duomo durante i lavori di scavo del 1996. Si può accedere (463 gradini) al ballatoio e successivamente alla base della lanterna dell'immensa cupola da una porticina che si trova in fondo alla navata destra. Potrete vedere da vicino i magnifici affreschi che rappresentano il Giudizio Universale di Giorgio Vasari e Federico Zuccari, recentemente restaurati.
Il Campanile di Giotto
, a pianta quadrata e rivestito di marmi policromi fu intrapreso da Giotto nel 1334, ma l'artista ne portò a termine solo il basamento. Dopo la sua morte i lavori furono proseguiti da Andrea Pisano che modificò il progetto originario introducendo, fra le altre cose, alcune nicchie con grandi statue. Nel 1350 subentrò alla direzione dell'opera Francesco Talenti che, alleggerendo il campanile con finestre bifore e una trifora, completò l'edificio nel 1359. Si può accedere alla sommità del Campanile tramite una scala di 414 gradini. Il Battistero
venne costruito su edifici di epoca romana. Ritenuto nel Medioevo un antico tempio di Marte, fu trasformato in chiesa prima della costruzione dell'antica Cattedrale di Santa Reparata. Qui furono battezzati lo stesso Dante e tanti altri personaggi illustri. Il Battistero è famoso per le sue porte (1425-1452) delle quali quella a est, capolavoro di Lorenzo Ghiberti, è stata chiamata per la sua bellezza, Porta del Paradiso
.
E' in bronzo rivestito in lamina d'oro e le dieci formelle che la compongono ( gli originali si trovano al Museo dell'opera del Duomo) rappresentano scene del Vecchio Testamento. Proseguite per Piazza Duomo passando davanti al palazzo che ospita la Confraternita della Misericordia e successivamente davanti al Palazzo dei Canonici che risale alla prima metà dell'Ottocento, quando furono compiuti alcuni interventi urbanistici per ampliare la piazza. Il palazzo presenta due nicchie con statue che raffigurano gli architetti del duomo, Arnolfo di Cambio e Filippo Brunelleschi
di Luigi Pampaloni. Ora voltate a sinistra e iniziate a percorrere Via del Proconsolo, dal nome del capo dell'Arte dei giudici e dei notai e in seguito di tutte le Arti, maggiori e minori, che qui aveva la sua sede. Al n° 10 si trova il bellissimo Palazzo Pazzi, detto poi Quarantesi, attribuito a Giuliano da Maiano (1458-1469) e al N° 12 il Palazzo Non finito voluto da Alessandro Strozzi e iniziato nel 1593, ma mai terminato. Il palazzo è oggi sede del Museo nazionale di antropologia ed etnologia e raccoglie un'ampia documentazione degli usi e dei costumi dei popoli della terra. Altri edifici storici si affacciano su via del Proconsolo: a destra la Badia Fiorentina fondata nel 980 e completamente ristrutturata e ampliata nel 1285 da Arnolfo di Cambio. Nel 1333 il vecchio campanile a pianta rotonda venne sostituito con uno a pianta esagonale. L'interno è ricco di opere d'arte fra le quali l'Apparizione della Madonna a San Bernardo di Filippino Lippi. Quasi di fronte si staglia l'imponente mole del Bargello
, il più antico fra gli edifici civili fiorentini, simbolo del potere e della giustizia. Qui risiedeva il Capitano del Popolo e lo stesso palazzo fungeva anche da carcere e da luogo di esecuzioni capitali. Oggi ospita il Museo Nazionale del Bargello dove è possibile ammirare opere di Michelangelo, di Donatello e di altri scultori importanti.
Subito dopo l'incrocio con Via della Vigna Vecchia si apre Piazza San Firenze dove, precedute da una scalinata, si delineano la Chiesa di San Filippo Neri, dallo splendido soffitto a cassettoni e il seicentesco Palazzo di San Firenze, sede del Tribunale Voltate a destra per Via della Condotta e proseguite per Via dei Magazzini e Via Dante Alighieri. Al numero 1 si trova un casa costruita sul luogo dove si presume fosse nato Dante Alighieri e che oggi ospita un museo con documentazioni sulla Firenze duecentesca ed alcune edizioni della Divina Commedia. Proseguendo per Via Santa Margherita noterete la piccola Chiesa di Santa Margherita, una delle più antiche, dove si recava a pregare Beatrice Portinari. Continuate per Via del Corso, quindi svoltate a sinistra e poi a destra, in Via Santa Elisabetta. Entrate nella piccola piazza omonima dove si trova un'originale casa torre circolare, costruita fra il VI e il VII secolo, chiamata Torre della Pagliazza
perché qui venivano tenute prigioniere le donne che avevano il privilegio, al contrario degli uomini, di poter disporre di un giaciglio di paglia. Uscendo dalla piazza imboccate Via delle Oche e sfociate a destra in Via dei Calzaiuoli. Vi trovate di fronte alla casa torre trecentesca degli Adimari
.
Proseguendo a destra per Via dei Calzaiuoli ritornerete in Piazza del Duomo. All'angolo noterete il trecentesco palazzetto del Bigallo costruito per la Compagnia della Misericordia e successivamente utilizzato dalla Compagnia del Bigallo, istituzione assistenziale fondata nel 1244 da San Pietro martire. Dentro la loggia annessa, venivano esposti per il riconoscimento, i bambini smarriti o abbandonati. Proseguite verso Piazza San Giovanni, contigua a Piazza Duomo, ed imboccando Borgo San Lorenzo, arriverete in Piazza San Lorenzo. La Basilica di San Lorenzo
è, dopo il Duomo, la più importante chiesa fiorentina. Consacrata nel 393 da Sant' Ambrogio, fino all'VIII secolo fu la prima cattedrale di Firenze. A partire dal 1418, le famiglie più ricche del quartiere si impegnarono a ricostruirla con il contributo significativo del padre di Cosimo il Vecchio e dello stesso Cosimo che affidò l'opera a Filippo Brunelleschi. Ma, morto il Brunelleschi, la ricostruzione venne continuata da Antonio Manetti il Giovane che apportò alcune modifiche all'originale progetto. Tuttavia la facciata rimase al grezzo ed i vari progetti successivi, fra cui quello disegnato da Michelangelo, non vennero mai realizzati. La Chiesa divenne dunque il mausoleo dei componenti della famiglia Medici che sono seppelliti nella Sacrestia Vecchia, costruita dal Brunelleschi e nella Sacrestia Nuova progettata da Michelangelo. Bellissimi, all'interno della basilica, i Chiostri e la Biblioteca Medicea Laurenziana, commissionata a Michelangelo e caratterizzata da una scala d'ingresso tripartita in pietra serena e da una ricchissima collezione di codici miniati. Nelle vie adiacenti la Chiesa si trovano le bancarelle del Mercatino settimanale in cui vengono venduti a buon prezzo articoli di abbigliamento, borse e souvenir. Proseguendo nella limitrofa Via Canto de' Nelli giungerete in Piazza Madonna degli Aldobrandini, davanti alla parte absidale della chiesa dove si trova l'ingresso della Cappella dei Principi.
L'edificio, sormontato da una cupola la cui forma richiama quella della Basilica di Santa Maria del Fiore, fu concepito da Cosimo I de' Medici come l'autocelebrazione della dinastia dopo la sottomissione di Siena e la costituzione del Granducato di Toscana. Fu realizzato dal figlio Ferdinando I che incaricò l'architetto Rigetti di disegnare l'imponente opera barocca. Il raffinato rivestimento seicentesco delle pareti interne della Cappella in marmi pregiate e pietre semipreziose, è opera dell'Opificio delle pietre Dure, fondato nel 1558 per questa occasione. Da Piazza Madonna degli Aldobrandini imboccate Via Faenza, superate l'incrocio con Via Nazionale e proseguite diritto: sarete quindi giunti davanti al vostro hotel.
Uscendo dal vostro hotel a destra, immettetevi in Via Nazionale e voltando poi a sinistra arriverete in Piazza Indipendenza. In origine la piazza veniva chiamata Orti di Barbano per la presenza di spazi aperti coltivati. Fu progettata successivamente come piazza ed intitolata a Maria Antonia, seconda moglie del granduca Leopoldo. Quando il 27 Aprile del 1859 Firenze e la Toscana insorsero in favore dell'annessione al regno di Sardegna, i fiorentini si radunarono proprio qui e da allora questa piazza prese il nome di Piazza dell'Indipendenza
. Imboccate adesso sulla destra, una larga strada che incrocia la piazza, chiamata Via XXVII Aprile (il giorno della famosa insurrezione) e proseguite per Via degli Arazzieri: arriverete in Piazza San Marco. La piazza abbellita nel 1873 da giardini e dalla statua del Generale Manfredo Fanti è dominata dalla imponente mole della Basilica di San Marco
, nata inizialmente come convento ed assegnata nel 1300 ai frati Domenicani. La chiesa, in stile gotico, dalla facciata neo-cinquecentesca, contiene diverse opere di pittori e scultori e un bel Crocifisso del Beato Angelico. Ponendosi al centro della piazza è possibile ammirare anche altri edifici come quello che si nota all'angolo con Via degli Arazzieri, chiamato Casino della Livia
, un piccolo palazzo con giardino che il Granduca Leopoldo aveva fatto costruire per la sua amante, la ballerina Livia Malfatti. Di fronte all'edificio, sull'altro lato della piazza, un porticato, facente parte dell'ex Ospedale di San Matteo
, delinea l'attuale Galleria dell'Accademia delle Belle Arti che, nata come sede dell'Associazione di San Luca nel 1330, si insediò nel 1784 nei grandi locali dell'antico Ospedale, per opera di Pietro Leopoldo. Proseguendo per Via Cesare Battisti si arriva in Piazza S.S. Annunziata occupata dalla Basilica omonima. La chiesa custodisce un'immagine della Vergine ritenuta miracolosa, il cui viso fu dipinto, secondo la leggenda, da un angelo. In questo luogo si trovava in origine un piccolo oratorio fondato nel 1250 da sette giovani fiorentini della compagnia dei Servi di Maria ed, essendo diventato successivamente mèta di pellegrinaggi, fu ampliato insieme alla piazza antistante e dotato di due porticati laterali: la loggia del quattrocentesco Ospedale degli Innocenti
, del Brunelleschi e la cinquecentesca loggia dei Servi di Maria di Baccio d'Agnolo e di Antonio da Sangallo il Vecchio
. Negli ultimi decenni del secolo XVI fu aggiunto, davanti alla facciata della Basilica, il portico esterno, su finanziamento della famiglia Pucci il cui stemma, una "testa di moro", è presente sia nel pavimento che sui pilastri angolari
. Al centro della piazza si erge la statua equestre di Ferdinando I
, granduca di Toscana, opera del Giambologna, mentre lateralmente sono state collocate due fontane in bronzo
di Pietro Tacca, realizzate nel 1629, capolavori della scultura manierista. Via dei Servi collega la piazza al centro della città ed è affiancata a destra dal Palazzo Budini Gattai (1563-1574) di Bartolomeo Ammannati e a sinistra da una palazzina settecentesca. Dal novembre 2006 è stata riaperta in Piazza Santissima Annunziata l'antica entrata del Museo Archeologico Nazionale di Firenze che contiene preziosi reperti romani ed etruschi. Imboccate quindi Via de' Servi e svoltando a sinistra per Via degli Alfani, passerete davanti all'Opificio delle Pietre dure, istituzione nata per volere di Ferdinando I de' Medici come manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure. Oggi è sede di una fra le più importanti scuole per l'attività di restauro sia dei materiali prodotti durante la sua plurisecolare storia che di quelli affini. Incrociate quindi Via Ricasoli dove si trova l'ingresso al Museo della Galleria dell'Accademia noto a tutto il mondo per la presenza del David di Michelangelo e di importanti opere d'arte. Se non volete entrare nel museo, proseguite diritto fino a Via Cavour. In questa strada, già chiamata Via Larga, si trova un magnifico palazzo, esempio di stile rinascimentale, il Palazzo Medici Riccardi
. Fu fatto costruire da Cosimo il Vecchio quando lo sviluppo dei commerci e l'importanza che la famiglia dei Medici andava assumendo nella vita politica fiorentina resero necessario il suo avvicinamento a Firenze. Nel palazzo si trova la magnifica Cappella dei Magi, affrescata da Benozzo Gozzoli che in questa opera volle raffigurare le sembianze dei membri della famiglia Medici. Proseguite quindi diritto per Via de' Martelli ed arriverete in Piazza Duomo. Soffermatevi davanti al sagrato della chiesa e ammirate qui, nel cuore della città , i tre monumenti religiosi più significativi della Firenze medievale e quattrocentesca: la Basilica di Santa Maria del Fiore, il Campanile di Giotto e il Battistero. La Basilica di Santa Maria del Fiore
fu costruita sulle antiche fondamenta della Chiesa di Santa Reparata nel 1296, da Arnolfo di Cambio. I lavori durarono 160 anni e l'opera fu continuata da Giotto e poi da Francesco Talenti. La facciata rimase incompiuta fino al 1867, quando l'architetto De Fabris ebbe l'incarico di rivestirla di marmi pregiati. Nell'interno a tre navate, si trovano diverse opere del Quattrocento, dal famoso affresco "Dante con la Divina Commedia che illumina Firenze" di Domenico di Michelino che offre un'interessante immagine della concezione del cosmo nel Medioevo, ai ritratti dei capitani di ventura Giovanni Acuto di Paolo Uccello e Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno. Dalla seconda campata si accede ai resti della chiesa di Santa Reparata scoperti sotto il pavimento del Duomo durante i lavori di scavo del 1996. Si può accedere (463 gradini) al ballatoio e successivamente alla base della lanterna dell'immensa cupola da una porticina che si trova in fondo alla navata destra. Potrete vedere da vicino i magnifici affreschi che rappresentano il Giudizio Universale di Giorgio Vasari e Federico Zuccari, recentemente restaurati. Il Campanile di Giotto
, a pianta quadrata e rivestito di marmi policromi fu intrapreso da Giotto nel 1334, ma l'artista ne portò a termine solo il basamento. Dopo la sua morte i lavori furono proseguiti da Andrea Pisano che modificò il progetto originario introducendo, fra le altre cose, alcune nicchie con grandi statue. Nel 1350 subentrò alla direzione dell'opera Francesco Talenti che, alleggerendo il campanile con finestre bifore e una trifora, completò l'edificio nel 1359. Si può accedere alla sommità del Campanile tramite una scala di 414 gradini. Il Battistero
venne costruito su edifici di epoca romana. Ritenuto nel Medioevo un antico tempio di Marte, fu trasformato in chiesa prima della costruzione dell'antica Cattedrale di Santa Reparata. Qui furono battezzati lo stesso Dante e tanti altri personaggi illustri. Il Battistero è famoso per le sue porte (1425-1452) delle quali quella a est, capolavoro di Lorenzo Ghiberti, è stata chiamata per la sua bellezza, Porta del Paradiso
. E' in bronzo rivestito in lamina d'oro e le dieci formelle che la compongono ( gli originali si trovano al Museo dell'opera del Duomo) rappresentano scene del Vecchio Testamento. Proseguite per Piazza Duomo passando davanti al palazzo che ospita la Confraternita della Misericordia e successivamente davanti al Palazzo dei Canonici che risale alla prima metà dell'Ottocento, quando furono compiuti alcuni interventi urbanistici per ampliare la piazza. Il palazzo presenta due nicchie con statue che raffigurano gli architetti del duomo, Arnolfo di Cambio e Filippo Brunelleschi
di Luigi Pampaloni. Ora voltate a sinistra e iniziate a percorrere Via del Proconsolo, dal nome del capo dell'Arte dei giudici e dei notai e in seguito di tutte le Arti, maggiori e minori, che qui aveva la sua sede. Al n° 10 si trova il bellissimo Palazzo Pazzi, detto poi Quarantesi, attribuito a Giuliano da Maiano (1458-1469) e al N° 12 il Palazzo Non finito voluto da Alessandro Strozzi e iniziato nel 1593, ma mai terminato. Il palazzo è oggi sede del Museo nazionale di antropologia ed etnologia e raccoglie un'ampia documentazione degli usi e dei costumi dei popoli della terra. Altri edifici storici si affacciano su via del Proconsolo: a destra la Badia Fiorentina fondata nel 980 e completamente ristrutturata e ampliata nel 1285 da Arnolfo di Cambio. Nel 1333 il vecchio campanile a pianta rotonda venne sostituito con uno a pianta esagonale. L'interno è ricco di opere d'arte fra le quali l'Apparizione della Madonna a San Bernardo di Filippino Lippi. Quasi di fronte si staglia l'imponente mole del Bargello
, il più antico fra gli edifici civili fiorentini, simbolo del potere e della giustizia. Qui risiedeva il Capitano del Popolo e lo stesso palazzo fungeva anche da carcere e da luogo di esecuzioni capitali. Oggi ospita il Museo Nazionale del Bargello dove è possibile ammirare opere di Michelangelo, di Donatello e di altri scultori importanti. Subito dopo l'incrocio con Via della Vigna Vecchia si apre Piazza San Firenze dove, precedute da una scalinata, si delineano la Chiesa di San Filippo Neri, dallo splendido soffitto a cassettoni e il seicentesco Palazzo di San Firenze, sede del Tribunale Voltate a destra per Via della Condotta e proseguite per Via dei Magazzini e Via Dante Alighieri. Al numero 1 si trova un casa costruita sul luogo dove si presume fosse nato Dante Alighieri e che oggi ospita un museo con documentazioni sulla Firenze duecentesca ed alcune edizioni della Divina Commedia. Proseguendo per Via Santa Margherita noterete la piccola Chiesa di Santa Margherita, una delle più antiche, dove si recava a pregare Beatrice Portinari. Continuate per Via del Corso, quindi svoltate a sinistra e poi a destra, in Via Santa Elisabetta. Entrate nella piccola piazza omonima dove si trova un'originale casa torre circolare, costruita fra il VI e il VII secolo, chiamata Torre della Pagliazza
perché qui venivano tenute prigioniere le donne che avevano il privilegio, al contrario degli uomini, di poter disporre di un giaciglio di paglia. Uscendo dalla piazza imboccate Via delle Oche e sfociate a destra in Via dei Calzaiuoli. Vi trovate di fronte alla casa torre trecentesca degli Adimari
. Proseguendo a destra per Via dei Calzaiuoli ritornerete in Piazza del Duomo. All'angolo noterete il trecentesco palazzetto del Bigallo costruito per la Compagnia della Misericordia e successivamente utilizzato dalla Compagnia del Bigallo, istituzione assistenziale fondata nel 1244 da San Pietro martire. Dentro la loggia annessa, venivano esposti per il riconoscimento, i bambini smarriti o abbandonati. Proseguite verso Piazza San Giovanni, contigua a Piazza Duomo, ed imboccando Borgo San Lorenzo, arriverete in Piazza San Lorenzo. La Basilica di San Lorenzo
è, dopo il Duomo, la più importante chiesa fiorentina. Consacrata nel 393 da Sant' Ambrogio, fino all'VIII secolo fu la prima cattedrale di Firenze. A partire dal 1418, le famiglie più ricche del quartiere si impegnarono a ricostruirla con il contributo significativo del padre di Cosimo il Vecchio e dello stesso Cosimo che affidò l'opera a Filippo Brunelleschi. Ma, morto il Brunelleschi, la ricostruzione venne continuata da Antonio Manetti il Giovane che apportò alcune modifiche all'originale progetto. Tuttavia la facciata rimase al grezzo ed i vari progetti successivi, fra cui quello disegnato da Michelangelo, non vennero mai realizzati. La Chiesa divenne dunque il mausoleo dei componenti della famiglia Medici che sono seppelliti nella Sacrestia Vecchia, costruita dal Brunelleschi e nella Sacrestia Nuova progettata da Michelangelo. Bellissimi, all'interno della basilica, i Chiostri e la Biblioteca Medicea Laurenziana, commissionata a Michelangelo e caratterizzata da una scala d'ingresso tripartita in pietra serena e da una ricchissima collezione di codici miniati. Nelle vie adiacenti la Chiesa si trovano le bancarelle del Mercatino settimanale in cui vengono venduti a buon prezzo articoli di abbigliamento, borse e souvenir. Proseguendo nella limitrofa Via Canto de' Nelli giungerete in Piazza Madonna degli Aldobrandini, davanti alla parte absidale della chiesa dove si trova l'ingresso della Cappella dei Principi. L'edificio, sormontato da una cupola la cui forma richiama quella della Basilica di Santa Maria del Fiore, fu concepito da Cosimo I de' Medici come l'autocelebrazione della dinastia dopo la sottomissione di Siena e la costituzione del Granducato di Toscana. Fu realizzato dal figlio Ferdinando I che incaricò l'architetto Rigetti di disegnare l'imponente opera barocca. Il raffinato rivestimento seicentesco delle pareti interne della Cappella in marmi pregiate e pietre semipreziose, è opera dell'Opificio delle pietre Dure, fondato nel 1558 per questa occasione. Da Piazza Madonna degli Aldobrandini imboccate Via Faenza, superate l'incrocio con Via Nazionale e proseguite diritto: sarete quindi giunti davanti al vostro hotel.
















